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Parco Regionale di Veio

Visitare il Parco di Veio, tra antiche necropoli etrusche, colline, boschi e un patrimonio naturalistico tutto da scoprire!


Il Parco Regionale di Veio si estende su un territorio delimitato dalla Via Flaminia e dalla Via Cassia, nell’AgroVeientano, e fa parte della provincia di Roma. Insieme ai parchi dell'Appia Antica e dell'Aniene, il Parco di Veio  rappresenta un’area protetta e incontaminata che si estende fino all’area urbanizzata di Roma, caratterizzata da un ricco habitat naturale che convive in perfetta armonia con reperti storici e artistici di grande importanza.

 


La zona del parco in origine era abitata dagli Etruschi i quali iniziarono attività di agricoltura e commercio proprio nell’antica città di Veio, lasciando nella città importanti testimonianze, reperti e utensili di uso quotidiano oltre che bellissimi esempi di pittura, arte, scultura e architettura che oggi potrete ammirare al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma.

 

Il territorio del Parco di Veio è costituito in prevalenza da altipiani in tufo, grandi valli scavate da torrenti e colline ricoperte di boschi rimasti ancora allo stato naturale. Tra le aree verdi più importanti del parco di Veio vi è senza dubbio la Zona del Sorbo, tra Campagnano di Roma e Formello. Il territorio della zona del Sorbo è caratterizzato da valloni tufacei, un ambiente fluviale discretamente conservato e  specie animali di vario genere zoologico.

 

Se amate la storia, la natura e le attività all’aria aperta vi suggeriamo di visitare il Parco di Veio, dove avrete la possibilità di esplorare il territorio attraverso itinerari divertenti da fare con gli amici o la famiglia, non solo scoprirete la magia di passeggiare immersi nel verde e tra le antiche rovine delle antiche città etrusche.

 

 

VEIO
La città estrusca di Veio anticamente era una delle principali rivali di Roma e controllava il territorio dell’Agro Veietano che si estendeva dalla rive destra del Tevere fino al Lago di Bracciano. Dopo lunghi e accurati scavi archeologici nella zona è emersa solo una parte dell’antica città di Veio il cui monumento più prestigioso rimane il Santuario di Portonaccio all’interno del quale è stata ritrovata la famosa Statua di Apollo.

 

L'area urbana di Veio era circondata da maestose mura lungo le quali si aprivano numerose porte ed era attraversata da una strada principale che fu lastricata dai romani e che collegava i principali spazi urbani. Intorno a Veio sorgevano diverse necropoli disposte lungo le principali strade di accesso alla città. Tra le più prestigiose citiamo la Tomba dei Leoni Ruggenti, la Tomba delle Anatre e la Tomba Campana. Di grande interesse è anche il sistema di cunicoli sotterranei di Veio, realizzati dagli abili ingegneri etruschi tra cui Ponte Sodo lungo il fosso del Crèmera.

 

Tra i reperti romani troviamo alcuni grandi e sontuosi edifici come la Villa di Livia, moglie dell'Imperatore Augusto, a Prima Porta, la Villa di Lucio Vero lungo la via Cassia, la Necropoli di Grottarossa e le Tombe di Fadilla, dei Nasoni e Celsa lungo la via Flaminia. La villa, costruita su un ampio terrazzamento in affaccio sul Tevere, è articolata in quartieri residenziali e di rappresentanza riccamente ornati affiancati da un vasto complesso termale e da una zona destinata al giardino. Qui si trovano celebri pitture che riproducono un lussuoso giardino e attualemente esposte a Palazzo Massimo - Museo Nazionale Romano.


 

Durante il Medioevo vennero realizzate dimore prestigiose come il Castello ed il Borgo di Isola Farnese, il Castello della Crescenza ed il Casale di Malborghetto. Quest'ultimo è stato ricavato in un arco quadrifronte romano eretto agli inizi del IV sec. d.C. per commemorare la vittoria di Costantino su Massenzio nel 312 d.C. In seguito l'arco venne trasformato prima in chiesa e poi  in casale fortificato circondato da un borgo denominato Burgus S. Nicolai de Arcu Virginia, ed in seguito detto Borghetto, Borghettaccio o Malborghetto.

 

Il casale oggi è sede di un museo archeologico che raccoglie i reperti rinvenuti lungo l'antica via Flaminia. Tra l’età medievale e moderna si situano il Santuario della Madonna del Sorbo (già castello medievale) e la Mola Paradisi (XVI sec.a.C.) situata lungo il fosso di S. Antonino (Castelnuovo di Porto). Il borgo di Isola Farnese si trova arroccato su una rupe a ca. 1.5 km di distanza dal 18° km della via Cassia. Il borgo è di origine medievale, sin dall'XI sec. è citato come castello di proprietà del monastero romano dei SS. Cosma e Damiano; nel XIII sec. passò in mano alla potente famiglia baronale degli Orsini che lo tenne saldamente sino al 1616, quando fu venduto al cardinale Alessandro Farnese da cui prende il nome attuale. La rocca medievale oggi non è più riconoscibile, poiché è stata incorporata nel seicentesco palazzo baronale ma si possono scorgere alcune torri di guardia del recinto murario fortificato.

 

 

Museo della civiltà contadina
Casolare 311: Museo della civiltà contadina, Fattoria e Punto informativo del Parco di Veio
Si tratta di una casa colonica costruita negli anni Cinquanta nelle campagne di Formello, dove sono conservati attrezzi contadini manuali e a traino animale più importanti testimonianze dell’attività commerciale e rurale della zona del Parco di Veio.
Via Santi Martiri, 12
00060 Formello (RM)
Tel. 06/9084255 - 340/9294634
E-mail: museo.casolare311@gmail.com

Informazioni:  info@parcodiveio.it

 

 

FLORA DEL PARCO DI VEIO

Il Parco di Veio è caratterizzato da aree verdi coltivate o destinate all'allevamento estensivo, interrotte da strette valli scavate dall'azione erosiva dei fiumi ricche di boschi. Tra le piante più diffuse nella zona troviamo il leccio (Quercus ilex),  il cerro (Quercus cerris), l'acero campestre (Acer campestre), il nocciolo (Corylus avellana), il ligustro (Ligustrum vulgare), il pungitopo (Ruscus aculeatus) e l'edera (Hedera helix). Tra le specie arboree del parco di Veio troviamo la roverella (Quercus pubescens), la farnia (Quercus robur), l'orniello (Fraxinus ornus), il bagolaro (Celtis australis) e l'acero di Montpellier (Acer monspessulanum).


Nell’ambiente dei tufi si possono trovare piante erbacee annuali, come la Veccia serena (Vicia lathyroides), il Ginestrino sottile (Lotus angustissimus), il Prezzemolo bastardo (Ammoides pusilla), la Silene conica, la Linaiola purpurea (Linaria purpurea), il Fiordaliso cicalino (Centaurea deusta) e lo Zafferano odoroso (Crocus suaveolens).

 

 

FAUNA DEL PARCO DI VEIO
Il patrimonio faunistico del parco di Veio è caratterizzato da specie diversificate e importanti per la conservazione. Tra i mammiferi predatori troviamo le faine (Martes foina) e le donnole (Mustela nivalis) mentre lungo le rive dei fiumi e dei fossi si trova la  puzzola (Mustela putorius) e il  tasso (Meles meles). Tra le altre specie animali troviamo la volpe (Vulpes vulpes),il cinghiale (Sus scrofa) il riccio (Erinaceus europaeus), l’istrice (Hystrix cristata), il falco pecchiaiolo (Pernis apivorus), il picchio verde (Picus viridis) l'averla piccola (Lanius collurio) il nibbio bruno (Milvus migrans) la civetta, il barbagianni, l'assiolo, il gufo comune e l'allocco.

 

 

COME ARRIVARE AL PARCO DI VEIO

In auto:
Autostrada del Sole, uscire a Fiano Romano e seguire le indicazioni per Capena e poi per Morlupo.
G.R.A. (Grande Raccordo Anulare): uscire sulla via Flaminia (uscita 6), sulla via Cassia Veientana (uscita 5), o sulla via Cassia (uscita 3).

In treno:

Da Piazzale Flaminio con la linea ferroviaria Roma Nord per Civita Castellana-Viterbo,

In autobus:
Dal nodo di scambio COTRAL di Saxa Rubra partono le linee che servono la via Flaminia, la via Cassia e la Cassia bis.

 

 

Per ulteriori informazioni sul Parco di Veio potete consultare www.parcodiveio.it

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